1° giorno della finale italiana baristi caffetteria! È un grande spettacolo
Eccoci è tutto pronto, stiamo per dare inizio all’undicesimo campionato italiano baristi caffetteria. Da queste gare si decreterà il campione italiano che andrà a rappresentare l’Italia al mondiale il prossimo giugno a Vienna! Noi ci siamo a supportare i nostri migliori baristi italiani!
Il nostro inviato speciale è Francesco Sanapo, insieme a lui stiamo vivendo l’intensità e la forza travolgente di ogni singolo barista… via col tempo!!! ogni barista ha a sua disposizione 15″ per la preparazione di 4 espressi, 4 cappuccini e 4 cocktails a base espresso analcolici! a voi le prime immagini delle gare….

Emilio Repetti, durante la preparazione dell’espresso: grande performance di questo barista di Piacenza, ha dimostrato una forte passione! forza Emilio…
Fabio Menichelli durante la preparazione del suo drink, dopo aver estratto un succo di ananas mediante il metodo della french press. buonissimooo
Il grande Fabio Verona, barista trainer di Costa d’oro, mentre spiega ai giudici il suo signature drink! Ricerca allo stato puro…
Eddy Righi, ha presentato in gara un percorso sensoriale e temporale, tra passato, presente e futuro, partendo con un’estrazione di un espresso con una macchina del 1923, fino ad arrivare a presentare ai giudici il Cold brew (infuso di 12 ore in acqua fredda). Bravo Eddy…
Il più giovane barista di oggi, Davide ha solo 20 anni ma ha dimostrato grande professionalità e talento. Lui è ciò di cui abbiamo bisogno…nuove generazioni per continuare a raccontare la storia del caffè italiano.
Maurizio Valli intervistato dal nostro inviato per coffee Inspiration, parla della sua grande passione per questo lavoro che svolge con grande dedizione da oltre 14 anni.
La competizione è pura ricerca
Mancano pochi giorni alla finale del Campionato Italiano Baristi Caffetteria. L’anno si è concluso con il “Cimbali Coffee Excellence” che si è svolto nella sede del Gruppo Cimbali di Binasco il 19-20 Dicembre: è stato un evento che ha ancora una volta rimarcato l’importanza e il vero significato di una competizione.
Vedere i baristi sfidarsi a colpi di espresso e cappuccino, le tante tecniche utilizzate per ottenere un ottimo risultato finale in tazza, l’attenzione e la cura nella preparazione e presentazione del prodotto hanno messo in evidenza lo straordinario interesse che suscitano queste competizioni in ogni singolo barista. E’ proprio questo che serve al nostro settore: andare avanti, evolversi, migliorare sempre, giorno per giorno, dimostrare non solo agli altri ma anche noi stessi che la ricerca, l’impegno, ma soprattutto la passione possono trasformare una semplice bevanda come il caffè in qualcosa di speciale.
I baristi animati dalla passione fanno crescere pensieri positivi, predispongo la nostra mente al futuro: riflettere su cosa e come si possa migliorare e mantenere un’ottima qualità del prodotto può far nascere anche nuove tecnologie per il prodotto stesso! Ecco perché la competizione ci piace; siamo entusiasti della buona riuscita dell’evento, ma lo siamo ancora di più per i pareri positivi dei baristi sull’efficienza della M39GT, ed è questo per noi lo stimolo giusto e la forza che ci permette di andare avanti, realizzando macchine pensate al futuro, che possano agevolare ed esaltare la ricerca e la passione del barista.
Enzo Ferrari diceva: “nella competizione io vedo la vita”. Noi, come lui, ci poniamo sempre di fronte a nuove sfide, attraverso le quali possiamo solamente migliorare!
Spiegare il significato di una competizione per baristi non è una cosa semplice, ma ci proviamo: la regola dice di preparare quattro espressi, quattro cappuccini e quattro drink analcolici a base espresso. Detto questo, è evidente pensare che non ci voglia una grande esperienza alle spalle per preparare quattro semplici espresso. In realtà è necessaria tutta la conoscenza e la passione che un vero barista ha in sé; e la conoscenza è quella che riguarda il prodotto, la tostatura del caffè, la migliore estrazione in tazza, conoscendo bene tutte le caratteristiche della macchina, il profilo organolettico della miscela di caffè e il miglior servizio. La passione invece contribuisce a rendere piacevole il momento in cui ogni barista si confronta con un pubblico che desidera degustare in pochi minuti un meraviglioso e gustoso espresso.
Segue ora l’opinione del nostro barista… Francesco Sanapo:
“Ogni singola competizione ha contribuito a farmi diventare quello che sono. Ho conosciuto genti e culture diverse, viaggiato in lungo e in largo, accumulando tante bellissime esperienze che mi hanno fatto crescere e migliorare.
Quando ho deciso di non partecipare alla competizione di quest’anno non credevo fosse così difficile starne fuori, ma mi manca la ricerca quotidiana, gli assaggi, l’adrenalina mixata alla tensione… perciò anche io sposo in pieno la filosofia di Enzo Ferrari!
Cos’è per me la competizione? Per me è pura ricerca, e credo che ogni torrefazione debba avere il suo team e partecipare alla competizione perché è lì il luogo in cui si possono avere nuove idee, dove si può sperimentare e migliorare ogni tecnica, dove ci si può confrontare, contribuendo alla crescita non solo personale ma collettiva.
Quest’anno ho rivissuto la competizione grazie al Gruppo Cimbali che ha organizzato, in collaborazione con A.C.I.B, la semifinale CIBC all’interno della propria sede. Un evento strabiliante e un’esperienza mozzafiato per me e per tutti i miei colleghi baristi!
L’appuntamento ora è per la prossima finale del campionato italiano baristi in cui si decreterà il nuovo campione italiano baristi caffetteria, che avrà l’importante compito di rappresentare l’Italia alla finale mondiale di Vienna a Giugno.”
“In bocca al lupo” ai ventiquattro finalisti che contribuiranno a costruire il futuro della caffetteria italiana da tutto il team di Coffee Inspiration – Gruppo Cimbali.
UNA CAFFETTERIA DI SUCCESSO
Credo sia necessaria una forte dose d’amore unita a un mix di passione e conoscenza. Aprire un bar-caffetteria comporta tanto sacrificio, sia mentale, sia fisico: non lo si può considerare, come spesso accade, un investimento facile, alla portata di tutti. Purtroppo tante sono le volte in cui ho sentito dire che per fare un espresso non è indispensabile avere una particolare conoscenza del prodotto; io sono convinto del contrario, perché con una buona conoscenza si può servire un espresso eccellente, magari descrivendo anche al cliente le caratteristiche organolettiche piuttosto che le origini presenti nella miscela.
Questi aspetti mettono in risalto la professionalità del vostro bar; ogni espresso, ben eseguito e accompagnato da un sorriso, dà al consumatore finale la sensazione che quel locale abbia una particolarità, o meglio sia differente da tutti gli altri: “la differenzazione” è, a mio avviso, la prima regola per una caffetteria di successo.
Perché questo avvenga, è necessaria una buona formazione. Per servire un espresso degno di questo nome bisogna conoscere ed eseguire tutte le regole indispensabili per ottenere una perfetta estrazione degli aromi contenuti nel caffè: la corretta granulometria della polvere di caffè in proporzione alla dose usata, la conoscenza e il corretto utilizzo della macchina espresso e del macinadosatore e la loro giusta manutenzione e pulizia giornaliera.
Dopo una buona formazione, sarà molto utile rivolgere l’attenzione su aspetti prettamente logistici: bisognerà studiare la posizione del locale e la possibile clientela, e ancora le proposte offerte dai locali limitrofi al vostro.
Il passo successivo sarà la scelta dei partner commerciali. Partendo dal prodotto principale del vostro locale – il caffè appunto -, si dovrà valutare la qualità del prodotto e i servizi connessi a esso.
Dopo aver scelto un buon prodotto e una buona macchina da caffè bisognerà cercare di raggiungere il consumo prefissato emerso dallo sviluppo di un vero Business Plan.
Cercate di formulare un’ottima proposta, partendo dalla colazione e sviluppate nuove idee per la pausa pomeridiana, essendo la fascia oraria in cui vi è un calo di consumo del caffè.
Prendendo in analisi uno dei prodotti più richiesti in tutti i coffee-bar del mondo, ovvero il cappuccino, bisogna dire che, per un prodotto di qualità, alla pari del caffè, è necessario prestare attenzione a diversi aspetti: la scelta del latte in base alla propria miscela e ai valori nutrizionali in esso contenuti (proteine e grassi) e una buona tecnica di emulsione.
Purtroppo sono pochi ancora oggi i locali in cui si continuano a servire cappuccini di bassa qualità. Non tutti sanno che il latte andrebbe emulsionato una sola volta per preparare ogni singolo cappuccino. Spesso accade che il latte sia riscaldato più volte, ottenendo un cappuccino mediocre, ma ciò che è peggiore, a volte, è la sua temperatura troppo alta, rendendo tra l’altro il cappuccino difficile da digerire.
Si potrebbe pensare a diverse tipologie di cappuccino: essendoci persone intolleranti ai latticini una carta-menù con diversi tipi di latte (soia, riso, latte di capra) potrebbe fidelizzare questi consumatori, il cui numero, tra l’altro, è in continuo aumento.
Per la pausa pomeridiana, invece, l’ideale sarebbe proporre particolari degustazioni dell’espresso o caffè con diversi metodi di preparazione (V60; syphon; aeropress; ecc…).
Il caffè proposto come singola origine è in forte crescita, basti pensare che all’estero sono già tante le caffetterie che propongono dei caffè speciali, dove molto spesso gli stessi baristi raccontano la storia di quel particolare caffè che stanno vendendo, dal nome del produttore alla varietà botanica e questo a mio avviso permette di sensibilizzare il consumatore avvicinandolo al caffè con più interesse e curiosità. Ormai all’estero questi nuovi format di caffetteria stanno conquistando l’interesse popolare e mediatico e scelgono team di baristi di elevata professionalità e conoscenza sul prodotto. Forse vi suonerà strano ma ricorda tantissimo quella che era in passato il business principale in Italia: caffetterie specializzate nel servizio e nella vendita del caffè, le nostre botteghe.
Potrebbe essere stimolante chiedere ai nostri nonni come erano le caffetterie ai loro tempi, per poi studiarle e aggiornarle ai tempi moderni. Pensate sia un’idea folle? Aspetto le vostre considerazioni…
UN SOGNO REALIZZATO
Finalmente tutto quello che aspettavo da anni si è realizzato: qualcuno ha trovato il modo di dare valore alla mia professione.
Quando mi hanno parlato di M39 GT HD Cimbali, descrivendomi le sue caratteristiche, ero super entusiasta di capire e provare in che modo io da BARISTA le potessi sfruttare.
Il primo mio incontro con M39 GT HD è stato a Londra durante il “London Coffee Festival” dove ho avuto la fortuna di incontrare Alberto Galimberti, Coffee Specialist di Gruppo Cimbali, che mi ha illustrato tutte le caratteristiche tecniche e le funzionalità della macchina. Da lì in poi è stata sperimentazione e ricerca continua, prove con diverse origini di caffè, con diverse miscele e stagionature, e diversi profili di tostatura. Tutto per cercare di far uscire in fase d’estrazione solo le migliori caratteristiche di ogni singolo caffè. CI SONO RIUSCITO! Credetemi mi sono sentito un barista-chef! Non voglio sembrare un mago e non sto assolutamente affermando che potrei mai cambiare il profilo aromatico del caffè, ma posso però affermare che la possibilità di gestire la pressione dell’acqua mi permette di modificare acidità, dolcezza, amarezza e corposità.
Dovete sapere che con M39 GT HD possiamo suddividere la pressione sul pannello di caffè fino a 4 fasi, permettendo di gestire il tempo di durata e la pressione dell’acqua in ogni fase. Vediamo ora nel dettaglio le quattro fasi, cercando di capire qual è la loro influenza sul risultato finale in tazza.
La prima fase, detta di pre-infusione, è il momento in cui il pannello di caffè è bagnato da un flusso di acqua calda. Questa fase, a mio avviso, ci aiuta a interagire sul corpo e sul colore della crema.
La seconda fase, detta di estrazione, è il primo drop del caffè in tazza, la prima parte dell’espresso. Questa fase, per la mia esperienza, agisce in particolar modo sull’acidità e sul corpo dell’espresso in tazza e inoltre permette (dopo una buona pre-infusione) di avere una maggiore emulsione degli oli e colloidi presenti nel caffè. E se qualcuno avesse pensato che mai nessuno sarebbe riuscito a simulare la macchina a leva… beh non è più così, perché su alcuni caffè ho provato a riprodurre le sue stesse caratteristiche, toccando e impostando nella prima fase picchi di pressione fin ora raggiunti solo dalla macchina a leva, ottenendo dei grandi risultati.
La terza e quarta fase d’estrazione sono di fondamentale importanza per il bilanciamento dell’espresso e soprattutto possono essere utili per gestire le sensazioni amare accentuate nell’ultima parte dell’estrazione; tale caratteristica è straordinariamente valida se si lavora con caffè molto tostati oppure con miscele con presenza di robusta.
Capito perchè il mio sogno si è avverato? Perché questa nuova evoluzione nelle macchine per espresso permette di estrarre il caffè in modo da poter esaltare tutte le sue caratteristiche organolettiche. Possiamo finalmente essere considerati dei baristi-chef?
LA MIA AVVENTURA AD HOST 2011
Ad un mese dalla fine di Host, una delle fiere più importanti nel settore dell’HoReCa, vorrei fare un bilancio su quella che è stata la mia esperienza fieristica con la M39 GT HD. Passiamo al racconto di quello che è successo durante la Fiera.
Sin dal primo giorno ero travolto da un forte entusiasmo dovuto a questa nuova avventura professionale, ho parlato spiegando i concetti base della nuova macchina creata da Cimbali, vista con gli occhi di un barista e descritta attraverso i suoi pensieri. Durante la fiera ho avuto numerosi scambi di opinione con tantissimi baristi italiani e internazionali (veramente tanti). Inoltre, e forse era quello che meno mi aspettavo, tantissime e interessanti sono state le discussioni con i torrefattori provenienti da tutte le zone del mondo, con i quali ho testato la macchina utilizzando il loro blend e valutando insieme le migliori azioni da attuare per una corretta estrazione. Con immenso piacere ho potuto assaggiare e testare diverse estrazioni con riconosciuti “coffee specialist” come Gianluigi Nora, Eddy Bieker, Andrea Lattuada (coordinatore SCAE-ITALIA), Giovanni Savaresi (Pres. A.C.I.B), Patrick Hoffer e tantissimi altri.
Interessantissimo è stato l’incontro con Andrea Illy, presidente di Illy Caffè. Per me è stato un onore potermi confrontare con lui.
Un altro simpatico episodio mi è capitato con un altro simbolo del caffè “Made in Italy”, Giuseppe Lavazza: con lui ho degustato dodici espressi estratti con dodici profili differente. Sono rimasto affascinato dalla sua passione.
L’esperienza ad Host mi ha dato ulteriore conferma che un barista competente finalmente è una figura professionale specializzata, ascoltata e vista come collaboratore dei torrefattori, un elemento fondamentale insomma.
GRUPPO CIMBALI OSPITA CIBC E CILA
Gruppo Cimbali ospiterà, nelle giornate 19 e 20 Dicembre, le selezioni del campionato italiano baristi caffetteria (CIBC) e del campionato italiano latte art (CILA). L’appuntamento è presso la sede di Binasco, in via Manzoni 17.