Sono da poco tornato dagli USA dove ho avuto la fortuna di partecipare a una serie di eventi sul caffè, dove avuto la fortuna di incontrare amici e soprattutto gente con la mia stessa passione per il caffè. Ho assaggiato dei grandi caffè, e devo assolutamente sottolineare la grande qualità di alcune caffetterie di grandissimo livello, se vi trovate a Pittsburgh non esitate a fermarvi a salutare Sam Patti proprietario dell’azienda LA PRIMA-ESPRESSO e magari avere la fortuna di bere un buon espresso con lui, mentre i miei nuovi consigli su NY sono EVERYMAN ESPRESSO, assolutamente staff super professionale, dove si può bere caffè a marchio COUNTER CULTURE COFFEE, vale a dire garanzia di qualità. In questo locale ho avuto la fortuna d’incontrare la dolcissima Miss. Just Meister dove in compagnia di un buon caffè (abbiamo assaggiato in espresso una singola origine ethiope “Idido” + un blend chiamato “Toscano” realizzato da Peter Giuliano dopo un suo viaggia in toscana, in più abbiamo assaggio un Microlotto colombiano con la chemex) abbiamo chiacchierato per più di un’ora, e ci siamo confrontati su diversi aspetti e argomenti riguardanti la coffee community.
L’altro coffee bar che vi consiglio è JOE, loro oltre a servire e vendere caffè a loro marchio per la loro caffetteria hanno anche diversi caffè di diversa origine e tostati da brand differenti, mi sembrava quasi di essere in una cantina dove potevo scegliere cosa volevo bere, dal brand all’esatta origine o varietà o processo di lavorazione del caffè, oltre tutto la nuova caffetteria situata sulla 26th and broadway. ha al suo interno anche una scuola per il barista più un negozio dove poter acquistare tutte le attrezzature necessarie.

Il mio spostamento successivo è su Kansas City, dove vi consiglio assolutamente uno stop obbligatorio al THE LAB aka #allaboutcoffee, che non è un coffee bar, anche se potrete bere ottimi caffè, ma è una sorta di edificio inedito a trasmettere cultura e fare formazione sul caffè. Qui ho avuto la fortuna di tenere una lezione sul caffè confrontandomi con alcuni baristi locali, tra cui l’illustrissima presenza del mio grande amico e collega Pete Licata. E proprio grazie a questo incontro/confronto che sono stato inspirato nella scrittura di questo post. Alla fatidica domanda che mi è stata posta su cosa mi piace e cosa non mi piace degli USA, in un primo momento ho pensato forse è il caso di rispondere raccontando delle mezze verità, ma poi ho pensato che quello che realmente fa crescere il nostro settore è il confronto, e come in tutto nella vita, bisogna sempre avere un’propria opinione.
P.s sempre meglio iniziare con le cose belle
COSA MI PIACE: Mi piace l’entusiasmo dei professionisti del settore, mi piace lo stile cool dei baristi, mi piace lo stile/design dei cafe americani, minimalisti e nello stesso tempo faschion, caldi e accoglienti e ricchi di contenuti. Amo l’unità che c’è nella community, un barista mi raccontava che in una citta come NY i baristi si conoscono tutti tra di loro e spesso vanno a farsi visita o avvisano l’altro quando hanno dei nuovi arrivi di caffè. Amo la grande professionalità ma soprattutto la sempre e continua voglia di fare ricerca e sviluppo. La cultura e la conoscenza americana sul caffè è di altissimo livello e forse a chi pensa che questa sia la terra di starbucks e delle false copie dei vecchi caffè europei si sbaglia tantissimo. Mi piace la loro forma di comunicare, mi piace ancora di più il sistema di comunicazione della stampa/blog, delle vere e proprie voci del settore caffè, posso davvero ammettere che invidio il loro barista Magazine, Sprudge.com, roast magazine, fresch cup, ecc….
Ora dopo tutte le cose belle devo esprimere le mie opinioni su cosa non mi piace…e ripeto sono solo delle mie opinioni rivolte al semplice confronto, e come citavo all’inizio del post questo è il nostro unico modo per crescere noi e far crescere l’intero settore.
COSA NON MI PIACE: A dire il vero amo così tanto gli stati uniti d’america che le cose che non mi piacciono sono davvero poco e si diminuiscono ancora di più quando si parla di caffè, ma devo ammettere che visitando alcune caffetterie mi sono visto servire il caffè espresso estratto con un gruppo chiamato “naked” (ovvero nudo), premetto che questa tipologia di filtro io la uso da circa 3 anni, sia nel laboratorio e sia durante i miei corsi per baristi in quanto è uno strumento realmente efficace per la valutazione dell’estrazione dell’espresso.
Ebbene giorni fa mi è stato servito un espresso con una dose pari a 22g in una tazzina che ne conteneva al massimo 40ml (1 1/2 oz), il risultato è stato un espresso particolarmente aggressivo e per niente bilanciato, prevaleva il corpo spesso quasi succoso come se fosse un concentrato di caffè, difficile da mandare giù e soprattutto difficile era andare alla ricerca di tutti questi gusti che tutti noi coffee lover andiamo a ricercare in una tazza.
Quindi la mia domanda è perché usare il Naked filter? Quali sono i vantaggi? Si riuscirà mai ad estrarre un espresso bilanciato utilizzando 22g di caffè estratti in 30-35 ml?


